venerdì 16 novembre 2018

La Tombola dei femmenielli


I femmenielli dai greci ai giorni d'oggi 

Fin dai tempi dei greci, a Napoli il femmeniello rappresenta un'identità culturale e sociale legata fortemente al tessuto urbano. La figura del femmeniello è riconducibile al mito degli ermafroditi, in grado di accogliere in se entrambi i sessi e risultando così una figura completa. Nella città partenopea, quello del femmeniello, è sempre stato considerato il terzo sesso, confermando così quel misticismo tipico della cultura napoletana. Portatore di fortuna e abbondanza, fertilità e amore, pace e prosperità, i femmenielli a Napoli hanno fatto tante cose: hanno combattuto contro i tedeschi, hanno battuto la strada quando necessario, ma hanno anche badato alle famiglia, agli anziani e ai bambini. 

                                      Artisti della Tombola dei Femmenielli 

La tombola di Nanninella e Cerasella

E tra le tante cose che sanno fare bene, c’è né una che spicca sulle altre. Sanno condurre magistralmente il gioco della Tombola e lo sanno fare così bene, che a Napoli, almeno una volta nella vita, si deve partecipare alla famosa “Tombola dei femmenielli”. Si tratta di una spettacolarizzazione del gioco che altrimenti rischierebbe di diventare noioso e ripetitivo. Il gioco diventa quasi una piecé teatrale con fonemi e doppi sensi, parolacce e racconti che sollazzano e divertono il pubblico. Per tradizione la tombola si fa nei Bassi napoletani, una volta, vi partecipavano solo le donne, mentre gli uomini seguivano il gioco dalle finestre. Oggi invece le cose sono cambiate e alla nostra “Tombola dei femmenielli” possono partecipare davvero tutti. 

                                      Artisti poco prima di andare in scena

La tombola nasce a Napoli nel 1734

Il gioco della tombola nasce a Napoli nel 1734, quando re Carlo III di Borbone ufficializzò il gioco del lotto. Il re per accontentare i domenicani che al contrario lo vedevano come un vizio peccaminoso, stabilì che al lotto si poteva giocare tutto l’anno ad eccezione che nel periodo natalizio. Fu così che il popolo, non volendo rinunciare a giocare durante le vacanze, si organizzò in un altro modo: i novanta numeri del lotto furono racchiusi in un “panariello" di vimini e furono disegnati i numeri su delle cartelle, così la fantasia popolare trasformò un gioco pubblico in un gioco a carattere familiare, continuando così a scommettere e a divertirsi in famiglia.


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