martedì 10 ottobre 2017

La Pudicizia ieri e oggi

Dalla Cappella di San Severo ai Quartieri spagnoli di Napoli

La Pudicizia è un'opera che il principe Raimondo di Sangro dedica alla madre Cecilia Gaetani dell'Aquila d'Aragona morta pochi mesi dopo la sua nascita. L'opera commissionata allo scultore Antonio Corradini è esposta nella Cappella di San Severo a Napoli fin dal 1752 ed è rappresentativa dell'immagine che il giovane principe aveva della madre. Una donna perfetta che non sapremo mai quanto fosse veramente simile alla donna rappresentata. Un' immagine amplificata dal senso di abbandono e di solitudine, da rimorsi e rimpianti per una madre desiderata e mai avuta veramente. Ma che cos'è la Pudicizia? E' un'atteggiamento di estrema riservatezza e di naturale ritrosia nei confronti del sesso. Si tratta di istintiva ripulsa del contatto fisico che spesso si traduce in un divieto morale, un tabù appunto. La locuzione noli me tangere posta alla base dell'opera è usata per indicare il tabù del contatto. Un'opera che rende materialmente viva la bellezza eterea, celestiale, spirituale ma che non si può toccare. Una madre mostrata come una virtù intoccabile per lui così come per gli altri. Un velo che fa trasparire un corpo desiderabile ma inarrivabile. Un velo che lascia scrutare, ma che non fa mai vedere tutto fino in fondo. Una seduzione composta, senza sesso né malizia. Un'opera - si dice - rappresentazione della Sapienza un tempo svelata a pochi e che oggi giunge fino ai quartieri popolari della città.


                                               La Pudicizia Quartieri spagnoli Bosoletti


La Pudicizia popolare

Ora con un battito d'ali dalla cappella di San Severo ci trasferiamo ai Quartieri spagnoli un quartiere 100% napoletano e 100% popolare. Qui l'artista argentino Francisco Bosoletti decide di rendere fruibile un'opera che altrimenti tanti napoletani continuerebbero a non conoscere mai. Si tratta di un modo per consentire a chiunque di avvicinarsi all'arte. E' un gesto onorevole da parte degli artisti che lasciano qua e là sui muri e sui marciapiedi riproduzioni di opere importanti come quelle di Caravaggio, di Michelangelo e di tanti altri artisti. Un'idea straordinaria che lascia spazio a riflessioni e interrogativi. Una Sapienza svelata per un pubblico che oggi può vivere una vita più serena, senza rifugiarsi dietro falsi miti e vecchie superstizioni. Un pubblico ampio che può vincere i tabù e smussare qua e là una cultura che tal volta è nemica dell'individuo stesso. Arte, sociologia, contemporaneità. Un mix eclettico di storie e umanità, di cambiamenti e di riluttanza. L'arte è un invito al cambiamento, è un gioco di emozioni in cui ciascuno ci vede quello che sente vibrare dentro. L'arte è una sfida perenne e la storia ci racconta che vince sempre. Ovunque!  Sarebbe carino un gesto da parte della direzione della Cappella di San Severo. Un ingresso gratuito agli abitanti dei Quartieri spagnoli per capire e conoscere più da vicino l'opera rivoluzionaria che ospitano ormai anche a casa loro.